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In prossimità
del casello autostradale di Tornimparte, lasciare
l’auto accanto al rifugio ANA (m 1025). Da qui parte una
carrareccia che costeggia il viadotto dell’autostrada fino a
portarci a pochi metri dall’imbocco del traforo di S. Rocco.
A m
1100 troviamo, a sinistra del sentiero, la Fonte della Rocca. Da questo
punto partono i sentieri che si inoltrano nella regione di Vaccamorta
dove si trova l’omonima grotta.
Proseguendo verso la nostra meta, la valle del Puzzillo,
attraversiamo boschi di faggi bellissimi che in questo periodo stanno
riprendendo vita mostrando le gemme inesplose. La fatica ci costringe a
camminare a testa bassa e la cosa diventa interessante quando, su
alcune pietre si notano resti fossili di conchiglie. Non perdete tempo
a cercare di cavare quelle pietre perché le uniche rimaste
sono
saldamente legate al terreno e conviene risparmiare le energie
perché la strada da fare è tanta e in salita.
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 Quando si esce dal primo
tratto di bosco risolleviamo la testa e guardandoci intorno
notiamo un panorama bellissimo nel quale il colore scuro della
faggeta si alterna con il verde chiaro dei prati. La salita
diventa più faticosa e
probabilmente proprio a questo punto sarete allietati dal passaggio di
un buontempone che, incurante del fatto che state respirando a pieni
polmoni - non per scelta ma per pura carenza di ossigeno - vi
passerà affianco a tutto gas con il nuovo SUV 4x4 diesel
lavato
giusto per l’occasione … “non ragioniam
di lor, ma
guarda e passa” … che tradotto significa: riponi a
terra la pietra che istintivamente avevi raccolto per lanciarla su quel
maleodorante mezzo e "ngrufa" sulla salita che
c’è ancora tanto da camminare.
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Lungo il sentiero si incontrano diversi prati
alcuni dei quali, quelli di dimensioni maggiori, negli anni
passati, quando la
pastorizia era ancora una delle fonti di reddito principali per la
popolazione locale, venivano utilizzati come stazzi di sosta per i
greggi che salivano o riscendevano dalla montagna.
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 Per gran parte del percorso ci fa compagnia il rumore di un ruscello
che in questo periodo è anche abbastanza carico. A quota
1330 m,
leggermente distaccata dalla carrareccia, troviamo la sorgente che lo
alimenta e che da il nome a tutta la valle: la fonte del Puzzillo.
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Da sempre i boschi di faggio hanno rappresentato una risorsa molto
importante per il territorio. Per la popolazione erano fonte di
approvigionameto di legna da riscaldamento di ottima qualità
(tanto che in questa zona esistevano molti carbonai che con
"ju catozzu" erano specializzati nella produzione di carbone vegetale)
e per gli animali rifugio e sostentamento con i frutti delle piante e
del sottobosco.
Continuando la nostra passeggiata per
un’altra mezzora a quota 1460 m troviamo un rifugio.
E’ e
qui stabiliamo il nostro traguardo e ci prepariamo per rifocillarci. Il
rifugio è aperto ma appena entrati una frase chiara e
leggermente minacciosa ci esorta ad avere rispetto di quel posto:
“remettete a postu senno ve moccichemo”
Sono trascorse quasi due ore e abbiamo percorso poco più di
5 Km
buon riposo e … dai che il ritorno è in discesa!
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| Ah! per chi volesse approfondire l'argomento legato al mestiere del
carbonaio può visitare la relativa pagina web sul sito www.profesnet.it
o il sito della Pro-loco di Tornimparte sul
quale si trova uno schema di funzionamento de "ju catozzo".
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