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Il primo maggio riescono le lucertole, ovvero la prima uscita della stagione
SUBMITTED BY: Orso (amministratore)
Il primo maggio riescono le lucertole, ovvero la prima uscita della stagione
Fonte del Puzzillo
In prossimità del casello autostradale di Tornimparte, lasciare l’auto accanto al rifugio ANA (m 1025). Da qui parte una carrareccia che costeggia il viadotto dell’autostrada fino a portarci a pochi metri dall’imbocco del traforo di S. Rocco. A m 1100 troviamo, a sinistra del sentiero, la Fonte della Rocca. Da questo punto partono i sentieri che si inoltrano nella regione di Vaccamorta dove si trova l’omonima grotta.
Proseguendo verso la nostra meta, la valle del Puzzillo, attraversiamo boschi di faggi bellissimi che in questo periodo stanno riprendendo vita mostrando le gemme inesplose. La fatica ci costringe a camminare a testa bassa e la cosa diventa interessante quando, su alcune pietre si notano resti fossili di conchiglie. Non perdete tempo a cercare di cavare quelle pietre perché le uniche rimaste sono saldamente legate al terreno e conviene risparmiare le energie perché la strada da fare è tanta e in salita.
Vista della faggeta

Quando si esce dal primo tratto di bosco risolleviamo la testa e guardandoci intorno notiamo un panorama bellissimo nel quale il colore scuro della faggeta si alterna con il verde chiaro dei prati. La salita diventa più faticosa e probabilmente proprio a questo punto sarete allietati dal passaggio di un buontempone che, incurante del fatto che state respirando a pieni polmoni - non per scelta ma per pura carenza di ossigeno - vi passerà affianco a tutto gas con il nuovo SUV 4x4 diesel lavato giusto per l’occasione … “non ragioniam di lor, ma guarda e passa” … che tradotto significa: riponi a terra la pietra che istintivamente avevi raccolto per lanciarla su quel maleodorante mezzo e "ngrufa" sulla salita che c’è ancora tanto da camminare.

I prati
Lungo il sentiero si incontrano diversi prati alcuni dei quali, quelli di dimensioni maggiori, negli anni passati, quando la pastorizia era ancora una delle fonti di reddito principali per la popolazione locale, venivano utilizzati come stazzi di sosta per i greggi che salivano o riscendevano dalla montagna. 
La fonte del PuzziloPer gran parte del percorso ci fa compagnia il rumore di un ruscello che in questo periodo è anche abbastanza carico. A quota 1330 m, leggermente distaccata dalla carrareccia, troviamo la sorgente che lo alimenta e che da il nome a tutta la valle: la fonte del Puzzillo.
Il sottobosco Da sempre i boschi di faggio hanno rappresentato una risorsa molto importante per il territorio. Per la popolazione erano fonte di approvigionameto di legna da riscaldamento di ottima qualità (tanto che in questa zona esistevano molti carbonai  che con "ju catozzu" erano specializzati nella produzione di carbone vegetale) e per gli animali rifugio e sostentamento con i frutti delle piante e del sottobosco.
Continuando la nostra passeggiata per un’altra mezzora a quota 1460 m troviamo un rifugio. E’ e qui stabiliamo il nostro traguardo e ci prepariamo per rifocillarci. Il rifugio è aperto ma appena entrati una frase chiara e leggermente minacciosa ci esorta ad avere rispetto di quel posto: “remettete a postu senno ve moccichemo”
Sono trascorse quasi due ore e abbiamo percorso poco più di 5 Km buon riposo e … dai che il ritorno è in discesa!
Ah! per chi volesse approfondire l'argomento legato al mestiere del carbonaio può visitare la relativa pagina web sul sito www.profesnet.it o il sito della Pro-loco di Tornimparte sul quale si trova uno schema di funzionamento de "ju catozzo".
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